Giugno 2002

La coppia sono sei

Ogni donna ha bisogno di un partner che le offra protezione, sicurezza, autorità: un partner che le sia anche padre. Ogni donna ha bisogno di un partner che le offra l'opportunità di aiutare, sostenere, accudire: qualcuno che le sia figlio. Ogni donna ha bisogno di un partner che sia suo complice, giochi, faccia esperienze ed esplori il mondo, trasgredisca e lotti con lei. Un partner che le sia fratello, sorella, amico e compagno d'avventure.

Ogni uomo ha bisogno di una partner che gli offra fragilità, insicurezza, dedizione: una partner che gli sia anche figlia. Ogni uomo ha bisogno di qualcuno che gli offra aiuto, sostegno, accudimento: una donna che sia anche madre. Ogni uomo ha bisogno di qualcuno che gli sia complice, giochi, faccia esperienze ed esplori il mondo, trasgredisca e lotti con lui. Una donna che gli sia fratello, sorella, amica e compagno d'avventure.

Quando queste sei persone si incontrano dentro il corpo di due sole, la coppia è perfetta.

Emozioni e paralisi

Il sentimento più diffuso oggi, di fronte alle emozioni, è la paralisi. Un'orrore pietrificante assale chi è messo di fronte all'emozione e sembra impedire ogni reazione. Insieme alla paralisi sono frequenti la fuga, la sottrazione, l'evitamento. Date una notizia choc - emotivamente coinvolgente- ai Vostri amici e difficilmente li vedrete reagire in qualche modo: con la compassione, con l'ira, o con una proposta di condivisione. Dapprima vi avvolgerà il silenzio e poi l'oblìo segnato da una sfumatura di sgradevolezza, perchè la Vostra stessa presenza porta il ricordo di un'emozione insostenibile. Come va? Bene.....è la sola risposta accettata socialmente oggi. Nessuno che Vi chiede come va vuole davvero sapere della vostra vita. Perche' la vostra vita non ha particolari significati per i più, se non quelli meramente commerciali. Se avete una sola persona accanto che sa ancora affrontare un'emozione con un qualche sentimento sincero -anche l'odio-, non perdetela.......è una rarità!

Noi non siamo quello che dite
Lettera della "gente" ai lacchè delle ideologie.

Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Noi siamo quelli che non hanno mai fatto e visto, dalla nascita, una sola lotta concreta per combattere l'ingiustizia.
E siamo i figli dei quarantenni che a loro volta , nella vita non hanno mai visto una sola lotta per combattere alcunché.
Noi siamo quelli che vivono di calcio e televisione, di jeans firmati e villaggi-vacanze.
Noi siamo quelli che non hanno mai provato né la fame né la paura.
Noi siamo quelli che non hanno mai subìto alcun sopruso, ma semmai l'hanno accettato in cambio del campionato domenicale, le risate in tv e qualche canna fumata senza scandali.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Noi siamo quelli che ignorano l'eroismo e partecipano a qualche corteo solo se non si fa nel weekend.
Noi siamo quelli che si possono infiammare per qualche marocchino, ma non baratterebbero mai i pranzi della mamma con qualcosa di diverso.
Noi siamo quelli che applaudono ai bombardamenti su Belgrado, e dicono di odiare gli americani; parlano più inglese che italiano, e partecipano alle marce per la difesa delle osterìe. Noi siamo quelli della solidarietà verso tutti, fuorché verso i familiari, gli amici ed i vicini di casa.
Noi siamo quella che difendono la società multietnica, purché jugoslavi, senegalesi ed afgani stiano a casa loro.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Noi veniamo da lontano, ma non da dove dite voi.
Eravamo in cantina, alle riunioni marxiste-leniniste (ala di minoranza), e pochi anni dopo stavamo ai tavoli lustri degli Assessorati e dei Ministeri.
Eravamo alle marce per le radio libere e contro la tv democristiana, ma siamo anche gli abbonati fedeli della "mafia" RAI contro i signori delle emittenti private.
Eravamo tutti alle manifestazioni sportive del sabato fascista ed abbiamo guardato con sospetto i sette professori universitari che hanno rifiutato di firmare fedeltà al fascismo, o Toscanini che si rifiutava di suonare l'inno nazionale alla inaugurazione della Scala.
Eravamo alle marce antimilitariste, ma siamo orgogliosi oggi che le nostre sorelle possano guidare i cacciabombardieri.
Eravamo quelli che chiamavano con disprezzo "firmaioli" i volontari dell'esercito, e oggi siamo quelli che fremono per i messaggi dei volontari della "pace" alle fidanzate. Poi nel luglio del 1945 ci siamo svegliati tutti liberali, cattolici e comunisti.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Eravamo noi quelli che insultavano il collateralismo delle ACLI, ed eravamo sempre noi quelli che si stupivano se la CGIL si muoveva fuori dalla linea del Partito.
Noi veniamo da lontano, ma non da dove dite Voi.
Eravamo a guardare in pazza, mentre bruciavano Giordano Bruno.
Eravamo felici al seguito dei capitani conquistadores, che ci hanno offerto la modernità, anche se a costo di qualche eccidio di massa.
Eravamo quelli che sostenevano Stalin e Pol Pot e ieri ci siamo battuti per dare il Comune di Napoli alla Jervolino.
Eravamo noi quelli che marciavano coi Comuni contro le Signorie, il Papato e l'Impero, ed eravamo ancora gli stessi a chiedere che i Comuni gradualmente creassero i ghetti per gli ebrei; e sempre noi abbiamo aiutato la Chiesa a diventare la prima e più forte multinazionale della Storia.
Eravamo noi i ragazzi di borgata che hanno maciullato Pasolini, ed ancora noi quelli che sono passati sui cadaveri dei colleghi di lavoro in cambio di una promozione.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.
Siamo sempre noi quelli che dietro gli sportelli delle poste trattano come insetti i cittadini in coda; i notai, i contabili, i burocrati che parassitano il mondo; gli impiegati comunali che passano il tempo a fare la schedina; gli insegnanti che mettono gli allievi sotto lo zerbino; gli infermieri che staccano i campanelli dei malati per non essere seccati; gli operatori della case di riposo che trattano gli anziani come cose; gli assistenti dei disabili e dei malati di mente che li trattano peggio delle piante.
Noi siamo quelli che per decenni hanno accusato la politica delle elemosine al Terzo Mondo, e siamo quelli che da 30 anni plaudono alle elemosine a pioggia del Welfare State.
Noi siamo i nordici che rifiutavano le camere ai terroni negli anni Cinquanta e Sessanta; e siamo sempre noi, nordisti e sudisti, che oggi guardiamo con fastidio le pelli nere e gialle che ci invadono il territorio. Siamo sempre noi, da secoli: non fingete di non saperlo.
Noi non siamo quello che dite. Noi siamo diversi da quelli che vorreste che fossimo.

Stato fascista
Una donna che vive in una capanna con 6 figli, viene accusata di maltrattamento e incuria perché la casa non ha luce elettrica. Un uomo con 6 mogli e 50 figli, tutti consenzienti e felici viene processato per poligamia. Sono due esempi dell'invadenza dello Stato nella vita privata degli individui. La monogamia e l'appartenenza alla classe piccolo borghese non sono più scelte ma obblighi di Stato, sanzionati da leggi e punizioni, decise da una maggiornaza totalitaria.Che non a caso regola la sua vita con un Codice Penale ed una Scuola la cui architettura è ancora quella di Rocco e Gentile.

Chi avesse ancora dubbi sulla dannosità dell'Ordine degli psicologi si legga questa chicca

"Delibera del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi
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Il CNO (seduta del 23 marzo 2002) Visto l'art. 28, comma 6 lettera d) della L. 56/89
Vista la legge comunitaria 2001/31 CEE sul commercio elettronico
Ritenuto che le pratiche di consulenza psicodiagnostica e psicoterapeutica via internet non sono conformi ai principi espressi negli artt. 6,7 e 11 del vigente codice deontologico DELIBERA di ritenere l'esercizio di tali attività sanzionabili ai sensi degli artt. 26 e 27 della legge 56/89......"

Tribù
Trovo ipocrita il fatto che degli italiani si preoccupino delle tribu' amazzoniche soffocate dalla civiltà occidentale quando, mentre quelle hanno ancora a loro disposizione l'Amazzonia (in gran parte) per vivere come pare loro giusto, molte tribu' italiche sono private anche dei 3 mq di orticello sul balcone.
Quando la smetteremo di preoccuparci dei Curdi, dei messicani del Chiapas, delle donne afghane che malgrado tutto godono di molto maggiori libertà (e dunque benessere, perchè il benessere è lo stare bene, non lo stare "a soldi") di noi "civili" occidentali ? Magari per accorgerci di stare vivendo nel regime piu' totalitario, repressivo, pervasivo, invandente e soffocante della Storia umana ? L'insieme dei dirittti di cui godono gli uomini e le donne di Occidente è minore di quello che esisteva al tempo dei Faraoni e non abbiamo nè la natura amazzonica, nè i panorami di Rio o di Bombay, nè la libertà dei messicani - sì anche del Chiapas- di vivere dipingendo stoffe......per consolarci. Qualsiasi brasiliano, africano, sudamericano che non sia ancora stato contagiato dalla cosiddetta cultura d'Occidente (basata sugli avanzi di magazzino) non puo' che compiangerci e prima o poi partiranno dal vecchio Terzo Mondo campagne a difesa e sostegno della casalinga di Voghera, del fruttivendolo di Cologno e dell'operaio di Ragusa.

Ritorno agli anni di ferro: i Cinquanta
Il clima nazionale è esattamente quello degli Anni di Ferro (l'esplosione della metalmeccanica): i funebri Cinquanta. Un regime totalmente autoritario (come quello fascista), ma affumicato dall'incenso delle prediche sulla Resistenza (allora) e sulla Europa democratica (oggi). La Presidenza della Repubblica, oggi come allora, è in mano alla Banca d'Italia (oggi con molto meno stile, purtroppo). Ovunque è un pullulare di marce militari, parate e inni nazionali, film di carabinieri, commissari, appuntati. Fra una parata e l'altra c'è la nomina di qualche santo, una fiction su Padre Pio o papa Giovanni. Cosa manca? I tagli dei nastri: non si inaugura più niente da vent'anni!

Chiasmo interrogativo
Lo smarrimeno del senso provoca il senso di smarrimento?

Ancora sui Cinquanta

Altro sintomo vistoso del revival Anni Cinquanta: le miss. Madri che trascinano le proprie "bellissime" ai concorsi più derelitti; padri che applaudono davanti ai culi nudi delle figlie in passerella; fidanzati che accompagnano l'amata cercando di influenzare le giurie compose da variopinte figure di ruderi dello show business. E ovunque fasce da miss, corone da reginette, mazzi di fiori da wandissima.

Tesi contro la imminente guerra in Iraq

  1. Va ancora dimostrato che Bin Laden sia colpevole e che sia l’unico colpevole.
    Malgrado la gravissima sciagura dell’11 settembre non si può dire che i Servizi americani abbiano avuto successo nel trovare i colpevoli. Nessun processo è ancora stato fatto.La colpevolezza di Bin Laden è più un atto di fede verso il governo Usa che una convinzione basata su prove. La cosa è ancora più grave per quanto riguarda i fiancheggiatori. Un commando si prepara ed agisce sul suolo americano, e ci si vuole fa credere che non c’è stato nessuna copertura? Come minimo avremmo dovuto assistere alla decapitazione di tutti gli organismi di spionaggio e polizia. E che fine ha fatto la sbandierata pulizia presso le banche che era stata minacciata?
  1. Va ancora dimostrato che Saddam sia complice di Bin Laden e sia l’unico complice.
    L’inizio della battaglia mediatica contro Saddam è stato basato sul fatto che l’Iraq fosse il primo sponsor e fiancheggiatore di Bin Laden. Anche su questo tema non è mai arrivata una prova. Forse per questo è arrivata la tesi della dittatura e della minaccia delle “armi di distruzione di massa”. Tutti questi temi trascurano il fatto che fino a pochi anni fa Saddam era finanziato dagli usa per la guerra contro l’Iran, esattamente come Bin Laden lo era per la guerra contro i sovietici.  I primi e più colpevoli complici di Bin laden e Saddam Hussein, ammesso che siano colpevoli di qualcosa,  sono gli Usa.
  1. Va ancora dimostrato che Saddam disponga di armi di sterminio di massa.
    Il fatto che l’Iraq disponga di armi chimiche e atomiche è piuttosto controverso. Anche qui non ci sono prove. Gli inviati dell’Onu non hanno mai trovato niente, ma soprattutto, durante la guerra del Golfo gli Usa non  hanno trovato o bombardato gli eventuali depositi. Non è pensabile che queste armi catastrofiche siano state messe a punto in questi dieci anni di embargo. Se c’erano, perché gli Usa, straripati in Iraq non provveduto a suo tempo?
  1. Su cosa si basa l’affermazione  che Saddam non abbia diritto di avere armi di sterminio di massa.
    Ammettiamo, per puro spirito dialettico, che l’Iraq disponga di queste armi. E allora? Gli arsenali degli Usa e dei loro alleati, nonché di almeno altri  5/6 Stati fra cui Russia, Cina, Korea, Pakistan, ecc., sono pieni di armi nucleari e biologiche. Non solo, ma nella storia, gli Usa sono l’unico paese al mondo che finora ha usato la bomba atomica e ogni tipo di arma biologica (il famigerato agente Orange sta ancora facendo danni al Vietnam). Sarebbe ragionevole una politica planetaria per la proibizione di tutte le armi nucleari e biologiche, ma come si può sostenere il diritto al possesso ed all’uso di queste armi solo ad alcuni Stati e non ad altri?
  1. Quale diritto hanno gli Usa di proclamare la necessità della caduta di Saddam e di sperimentarne tentativi?
    Da sempre le grandi potenze hanno cercato di destabilizzare governi ed abbattere capi di Stato non graditi. Il Cile di Allende è il caso più noto, ma non sono pochi gli indizi di interventi destabilizzanti degli Usa anche in Italia. Tuttavia in nessun caso ciò veniva dichiarato a mezzo stampa, ma coperto col pudore che assegna un certo rispetto ai Governi, ancorché non alleati od ostili. Nel caso dell’Iraq sono noti i tentativi Usa di assassinio, colpo di Stato e destabilizzazione, anche perché non passa giorno senza che venga dichiarata una volontà in questa direzione. Via via la motivazione è il supporto a Bin Laden, il possesso di armi di distruzione di massa, o il carattere dittatoriale del regime. Mentre le prime due motivazioni sono come minimo poco fondate, la terza è risibile quando esce dalla bocca di un Bush, che governa l’Impero avendo ottenuto il consenso del 20% degli americani e per di più con la farsa della Florida. Ma a parte questa mancanza di credibilità, resta il fatto che più della metà dei Governi del mondo è a vario tipo dittatoriale e più della metà di questi è in ottimi rapporti con l’Occidente (quando non sono stati addirittura insediati da esso).
  1. Come mai non viene stigmatizzata l’arroganza degli Usa che si permettono di dare ultimatum all’Onu ?
    Il modo con cui Bush tratta l’Onu è quello del padrone coi servi. Bush non propone, ma intima e minaccia. Qualsiasi Stato minore che ingiungesse all’Onu di deliberare qualcosa minacciando in caso contrario di prendere iniziative belliche individuali sarebbe redarguito e vedrebbe arrivare i caschi blu alle frontiere come forza di interdizione. E’ vero che l’Onu non è un modello di efficienza, ma a ciò non poco hanno contribuito gli Stati Uniti, che fino all’11 Settembre si rifiutavano addirittura di pagare i finanziamenti che dovevano.
  1. Che ne è della Nato?
    Che la NATO, specie dopo la dissoluzione dell’impero sovietico, abbia il solo scopo di alimentare l’industria bellica e militare nonché le smanie imperiali degli usa, è cosa nota. Ma in questo frangente la sua totale inutilità pratica è dimostrata dal fatto che non sia mai nemmeno presa in considerazione.
  1. Qual è la differenza fra guerra preventiva e guerra d’aggressione?
    La tesi americana a sostegno della guerra è quella della guerra preventiva. Si bombarda e forse si invade l’Iraq, per prevenire eventuali attacchi che quel paese potrebbe portare all’Occidente. La tesi è esattamente quella usata da tutte le guerre. Chiunque attacca dice di farlo per difendersi da minacce vere o presunte. Non esiste nessuna differenza teorica o pratica fra una guerra preventiva ed una guerra d’aggressione, se non altro perché non è mai possibile risalire alla verità delle minacce. Se il concetto fosse accettato, anche Saddam avrebbe titolo per attaccare gli Usa  che l’hanno pubblicamente minacciato.
  1. La tv, ovvero la servitù come abito.
    Alla faccia del giornalismo obiettivo, i giornalisti televisivi ancora una volta dimostrano il loro perpetuo stato di servitù mentale all’Impero. I bollettini di guerra di Bush vengono tambureggiati quotidianamente e presentati come ovvietà. Di contro, da fonte irakena è il silenzio totale. I pochi discorsi di Saddam messi in onda vengono accompagnati da commenti irridenti e squalificanti;  non esistono interviste ad ambasciatori o testimoni irakeni o islamici; rarissimi i reportages sulla vita irachena. Le veline del regime si confondono con le veline della Casa Bianca.
  1. Stati e individuo: diritto internazionale e diritto privato.
    Un attacco a Saddam sarebbe la negazione non solo del diritto internazionale, ma del diritto tout court. Il diritto internazionale, da quando è nato, si fonda su principi di giustizia ed etica non dissimili da quelli che ispirano il diritto penale o privato. A nessun cittadino è permesso di minacciare di morte qualcun altro. A nessuno è permesso di aggredire ed uccidere il vicino ancorché costituisse una minaccia. Addirittura il diritto penale prevede il reato di eccesso di legittima difesa. Se un energumeno prima ti minaccia e poi ti aggredisce a pugni, non puoi sparargli. Come faremo ad applicare queste norme civili se accettiamo il concetto di “guerra preventiva”? Come faremo a spiegare ai giovani che se qualcuno li minaccia, non possono tirare fuori il coltello e uccidere o organizzare una bella spedizione punitiva di gruppo?